Risparmiare grazie a un architetto d’interni? Un servizio accessibile a tutti.
«Un architetto d’interni, che lusso!», «Non fa per me» oppure «Non ho il budget».
In questa crisi infinita in cui ogni giorno si vuole tutto, subito e per niente, in un’epoca in cui tutto si democratizza a scapito della qualità, in cui si diventa imprenditori aprendo un account Instagram, designer navigando su Pinterest, decoratori seguendo un corso online di 2 mesi: davanti al moltiplicarsi di queste offerte, il consumatore perde i propri punti di riferimento e commette errori. Si vuole spendere il meno possibile, e non è sempre una buona idea.
C’è una differenza tra svendere i propri prezzi e rendere un servizio accessibile adattandolo al proprio cliente.
Ho voluto scrivere questo articolo innanzitutto per ribadire l’importanza della consulenza e di un progettista di qualità in un progetto, ma anche per scuotere i preconcetti sulle tariffe di un architetto d’interni e sul fatto che questo servizio sia spesso considerato un lusso. Non bisogna dimenticare che sono queste idee a permetterLe di concretizzare i Suoi desideri.
Si può fare la pasta in casa, sembra semplice, e poi si può seguire un corso di cucina con una vera chef italiana e scoprire che dietro il più semplice dei gesti ci sono tanto lavoro e tanta esperienza.
Li sentiamo ogni giorno, i preconcetti sul mestiere di designer d’interni, fino al momento in cui ci si interessa davvero all’argomento, si osa fare domande e si scopre che esiste una moltitudine di studi diversi che offrono servizi diversi a prezzi diversi. Bisogna riuscire a trovare la formula giusta per Lei, evitando le truffe.
Per me, il mio mestiere, la mia missione, è far sì che le persone si sentano bene a casa propria. Qualunque sia il loro budget, mi viene da dire. Stare bene a casa propria non è un lusso, dovrebbe essere un diritto fondamentale, e a volte basta un nulla per fare la differenza. Ma certo, sì, c’è una soglia minima: anche per il piatto più semplice servono comunque alcuni ingredienti, una base. Dal nulla non si ottiene nulla, non sono certo io a insegnarglielo.
Rivolgersi a un architetto d’interni può sembrare una spesa all’inizio, ma in proporzione al tempo e al denaro che risparmierà, è un prezzo davvero modesto da pagare. Esempio: un cliente ha acquistato una casa qualche mese fa – arriva il momento di ricevere le chiavi e nessuna pratica è ancora stata chiaramente avviata. Si crede di avere tempo, ci si dice che non è poi così complicato, e poi ci si rende presto conto che il vocabolario dell’edilizia non si limita a pittura e piastrelle, che ci sono moltissimi elementi a cui pensare in anticipo e che anche confrontare dei listini prezzi richiede esperienza. Sì, è un mestiere, spesso ben poco riconosciuto. Per tornare al mio cliente, se avessimo iniziato a collaborare fin dalla firma del rogito, il suo fascicolo dei lavori sarebbe già pronto, un preventivo con un’impresa di fiducia già firmato, e il cantiere potrebbe partire già alla consegna delle chiavi. Alcuni preferiranno procedere da soli, sbagliare o no, farsi la propria esperienza, e perché no, ci vuole anche questo. Ma per i meno temerari, il conto è presto fatto.
Un punto importante da sapere è che un architetto d’interni può lavorare in modi diversi: generalmente a incarico, a forfait o a ore.
L’incarico completo: un progetto di ristrutturazione, progettazione e direzione lavori dalla A alla Z, con un importo dei lavori da rispettare sul quale l’architetto applica una percentuale.
A forfait: non sempre legato all’importo dei lavori se il cliente decide di occuparsi di alcune parti del progetto, il forfait è un importo fisso definito all’inizio. Per esempio, per la fase di «creazione, schizzo» è difficile definire esattamente il numero di ore di lavoro, ma si può fare una stima. Oppure, per un incarico di coaching d’arredo, il forfait è definito in anticipo in base all’entità dell’incarico e al livello di dettaglio richiesto.
A ore o «à la carte»: per consigli, un parere, un lavoro più rapido come il rilievo di un piccolo spazio, la visita di un immobile da acquistare, qualche idea al volo…
Insieme discutiamo del Suo progetto, del budget, delle esigenze e dei desideri, e decidiamo insieme la formula più adatta. È importante avere un’idea abbastanza chiara delle proprie possibilità: in questo modo l’architetto d’interni potrà indirizzarLa direttamente verso la formula giusta per Lei.
Avere il parere di un esperto, lasciarsi guidare, è rassicurante, e mi piace rendere la consulenza accessibile, per quanto possibile: da qui l’idea dell’appuntamento «assistenza» – questa consulenza à la carte può svolgersi per telefono. Per i clienti che non hanno bisogno di modifiche strutturali al proprio spazio, consiglio il «coaching d’arredo». È un incarico di consulenza e accompagnamento, in cui però il cliente accetta di impegnarsi personalmente nella realizzazione (misure…) e nell’acquisto dei pezzi… Anche nel coaching d’arredo ci sono diversi livelli: si può optare per un allestimento completo, oppure più semplicemente per consigli su colori e materiali, una lista d’acquisti di oggetti, indirizzi o artigiani da consigliare.
Qualunque sia la fase della Sua vita, qualunque siano le Sue possibilità, se si sente bloccato, se ha bisogno di un cambiamento, esiste una formula adatta al Suo budget.
In questo articolo ho parlato soprattutto degli onorari dell’architetto d’interni, perché spesso è un punto poco chiaro per i clienti. Bisogna poter considerare la quota di progettazione nel proprio budget, altrimenti è difficile concepire un progetto.
Poi arriva il momento dell’acquisto dei pezzi e della realizzazione, e anche qui Le si offrono diverse opzioni: farlo da sé, aspettare e procedere a poco a poco, trovare alternative, comprare di seconda mano…
Si può creare un interno piacevole spendendo meno, ma servono le idee giuste, gli indirizzi giusti, le dritte giuste come si suol dire.
A seconda del progetto, soprattutto, si circondi delle persone giuste. È meglio collaborare fin dall’inizio con un professionista e risparmiare con un allestimento più abbordabile, oppure lavorare per tappe, per fasi, piuttosto che voler andare troppo in fretta e ritrovarsi in uno spazio che non fa per noi. Nella vita non si fanno moltissimi progetti di ristrutturazione, quindi: sì, esistono risparmi sciocchi 😉 Non immagina l’impatto che l’allestimento dei Suoi interni può avere su di Lei e sulla Sua quotidianità…
V.