L’influenza del nostro ambiente di lavoro
Passiamo la maggior parte del nostro tempo al lavoro. Seduti a una scrivania, per la maggioranza delle persone.
Diamo importanza all’arredamento del nostro soggiorno, vogliamo sentirci bene a casa, o almeno sempre di più, ma allora l’ufficio? Lei dirà che non sempre dipende da Lei.
Esiste uno stretto legame tra lo spazio di lavoro, il suo impatto su chi lo occupa e la sua produttività, sia in positivo sia in negativo. Una persona soddisfatta del comfort fisico ed estetico del proprio ambiente di lavoro si trova in condizioni migliori ed è quindi più disposta a fornire un lavoro di qualità, con risultati che si faranno sentire sia sul proprio benessere sia sulle proprie prestazioni in azienda.
Ma le nostre società evolvono, e con esse anche il nostro modo di lavorare.
Il nostro panorama professionale cambia, così come i nostri ritmi e le nostre abitudini. Gli uffici assumono altre forme, si adattano, così come noi, creatori di spazi, dobbiamo far fronte a questi cambiamenti.
Gli open space si reinventano: si alternano uffici privati, uffici condivisi, spazi conviviali; abbiamo bisogno di contatto ma, allo stesso tempo, di uno spazio tutto nostro. Ognuno deve trovarvi il proprio equilibrio, con l’obiettivo di creare un vero clima collaborativo, favorevole alla creatività e alla produttività, che promuova il benessere e la comunicazione.
Gli spazi si arricchiscono sempre più di verde per migliorare la salute e la produttività di chi li occupa: terrazze sul tetto, atri d’ingresso, pareti verdi, angoli di giardino interno,.. (articolo sulla biofilia e i suoi benefici in arrivo!
A casa è un’altra storia. Il telelavoro è diventato una prassi comune, molti ci hanno preso gusto ed è ormai diventato una scelta. Ma se questo cambiamento è positivo per alcuni, altri fanno ancora molta fatica a introdurre la nozione di lavoro nel proprio spazio privato.
Per mancanza di spazio o di idee, finiamo per occupare il tavolo della cucina. Trascuriamo un po’ il nostro comfort, ci lasciamo trascinare dalla routine quotidiana e dimentichiamo di passare la maggior parte del nostro tempo in uno spazio che, in fondo, non ci si addice.
Voglio lanciare un campanello d’allarme! Lei non immagina l’impatto che questa trascuratezza del Suo ambiente può avere sulla Sua salute fisica e mentale e sulla Sua vita in generale.
Si ponga le domande giuste: il mio spazio ufficio è ben separato dal mio spazio di vita privata? C’è abbastanza luce? La mia sedia è comoda? Ho voglia di sedermi alla mia scrivania la mattina? Mi attira visivamente?
Non importa che Lei viva in un monolocale, in un appartamento, in coabitazione, o che abbia persino una stanza adibita a ufficio in cui non ama andare.
Cominci col fare un bilancio del Suo benessere e, se non riesce a mettersi in moto, chieda il parere delle persone a Lei vicine oppure scelga una consulenza telefonica o una diagnosi del benessere con un professionista che La aiuti ad avviare il cambiamento, Le dia qualche idea, una spinta.
Se desidera andare oltre o affidare direttamente l’incarico a qualcun altro, scelga allora il coaching d’arredo, con cui potrà fissarsi un budget avanzando al Suo ritmo e sapendo dove sta andando.
È in fase di scrittura anche un articolo sull’allestimento del proprio ufficio in casa..
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