La medicina dell’abitare
Questo articolo è scritto sulla base della lettura del libro «Médecin des murs» di Rémi Florian, edizioni Bio-espaces, di cui ritroverà qui alcuni estratti.
Così come gli esseri viventi hanno chi li cura, anche gli spazi possiedono una propria medicina. Il ruolo di questi terapeuti dei muri è individuare le zone singolari e trattarle alla maniera di un agopuntore che posiziona gli aghi su diversi punti energetici del nostro corpo. Abbiamo già potuto affrontare la questione negli articoli precedenti sul Feng Shui, sulla radiestesia o sulla geobiologia; qui vorrei parlare in senso più ampio della medicina dei luoghi. Le tecniche del comfort moderno possono devitalizzare gli spazi. Isolamento eccessivo, materiali nocivi, cattiva ventilazione, mancanza di luce, vicinanza a grandi arterie stradali e a industrie, presenza di correnti elettriche e di onde, tasso di umidità inadeguato*. Si parla di «vitabilità» dell’abitazione, che può essere fortemente compromessa, proprio come la vita che abita ogni essere.
Lo studio degli alberi e dei loro movimenti è molto eloquente: nei boschi, ma soprattutto nei frutteti, in mezzo a una maggioranza di alberi dritti e sani, non è raro trovare uno o due esemplari completamente contorti o attorcigliati, che danno l’impressione di cercare disperatamente di fuggire da un punto o da un’atmosfera evidentemente ostile e molto localizzata. In effetti, sotto la superficie terrestre, come descritto nell’articolo sulla geobiologia, si trova una rete di campi energetici creata dall’attività di fusione dei metalli presenti nel nucleo terrestre. Alcuni sono più forti di altri, e anche più nocivi. Le variazioni di intensità del campo magnetico terrestre si individuano con un magnetometro molto sensibile e le misure sono generalmente espresse in nanotesla. Anche il nostro corpo è dotato di sensori naturali. Informazioni specifiche giungono al sistema nervoso centrale e il nostro corpo crea una sorta di segnali che mettono in luce gli squilibri – si parla di reazione da geostress, una sorta di risposta riflessa del nostro corpo. Anche le nostre emozioni lasciano una traccia negli spazi: è ciò che si chiama memoria dei luoghi. Alcune persone sono più o meno sensibili a queste variazioni. Bisogna fidarsi del proprio corpo – è grazie al nostro sistema neurovegetativo che può avvenire la trasmissione di informazioni che non provengono unicamente dal mondo fisico.
Qualsiasi luogo “cattivo” può diventare buono. La medicina dei muri attribuisce un’enorme importanza allo stato d’animo di chi occupa un luogo nei confronti del luogo stesso. Se c’è davvero simbiosi, la guarigione è certa. Detestare il luogo in cui viviamo significa detestare noi stessi. Accusare la nostra casa di tutti i mali di cui soffriamo significa rifiutarsi di guardarci in faccia. È sempre più facile scaricare la colpa sugli altri..
*L’umidità dei nostri interni a una temperatura di 20 °C dovrebbe oscillare tra il 50 e il 60% – oltre si comincia a lamentare naso chiuso, sensazioni di freddo, impressione di aria pesante. Un deumidificatore può aiutare, oltre all’aerazione quotidiana. Per purificare l’aria, alcune piante d’appartamento sono in grado di dimezzare in sei ore il tasso di formaldeide contenuto nell’aria di una stanza chiusa. La formaldeide è un polimero che si trova nei laminati, negli agglomerati, nelle colle e nelle schiume isolanti. Lasci entrare anche la luce: i raggi del sole uccidono, per esempio, gli acari presenti nei Suoi tessuti.